Il caseificio di Bouloz-Porsel

Recentemente, diversi caseifici hanno avviato importanti progetti, tra cui nuove costruzioni, ampliamenti o ristrutturazioni.

30 ott 2020
Intorno a Le Gruyère AOP

Il caseificio di Bouloz-Porsel, nel distretto della Glâne, è un'azienda a conduzione familiare. Qui Anthony Pittet, insieme al padre Roland e a due dipendenti, produce ogni anno 277 tonnellate di Gruyère AOP. Anche se lo stabilimento ha ormai 27 anni, il caseificio è nuovo di zecca. Le cantine e gli impianti sono stati rimodernati per soddisfare i più recenti standard e ottenere la certificazione Fromarte

“Anche ricevendo maggiori quantità di latte, risparmiamo molto tempo grazie al robot in cantina e all'automazione di alcune attività non essenziali per il processo di produzione, come la pulizia.”

Anthony Pittet, casaro

Fino al 1992, i borghi di Porsel e Bouloz avevano due caseifici, che si sono poi fusi per dare vita a quello attuale. All'epoca Roland Pittet, il padre di Anthony, era già casaro a Porsel. L'anno scorso, per soddisfare gli standard Fromarte, l'azienda ha deciso di ingrandire le cantine, cambiare la maggior parte degli impianti, creare un'area di consegna del latte più grande e, approfittando di questi lavori, ampliare il negozio.

"Abbiamo sempre mantenuto al meglio i nostri impianti. Era tutto perfettamente funzionante, ma si trattava di una tecnologia vecchia di 26 anni", spiega Fabien Thürler, presidente della Società lattiero-casearia di Bouloz-Porsel. Inoltre, i casari ricevevano molto più latte e producevano più formaggio rispetto a quando lo stabilimento era stato costruito. Nel corso degli anni, alla produzione di Gruyère AOP si è aggiunta quella di Vacherin Fribourgeois AOP, raclette e latte industriale. Stava diventando tutto troppo piccolo. "Dovevamo effettuare la pre-stagionatura e questo cominciava a costarci caro", osserva Fabien Thürler.

Anthony Pittet lavorava per suo padre dal 2011. Ha deciso molto presto di continuare sulle sue orme e dalla fine della scuola dell'obbligo ha sempre lavorato in questo caseificio. Quando il padre ha deciso di andare in pensione, d'accordo con l'azienda casearia, è stato naturale per lui rilevare l'attività di famiglia. "Non pensavo che i lavori di ristrutturazione avrebbero cambiato così tanto il nostro modo di lavorare quotidiano", afferma.

Le nuove tecnologie hanno quindi fatto il loro ingresso nel caseificio. "Anche ricevendo maggiori quantità di latte, risparmiamo molto tempo grazie al robot in cantina e all'automazione di alcune attività non essenziali per il processo di produzione, come la pulizia." Tuttavia, il robot della cantina non è come un essere umano e ha bisogno dell'aiuto dei casari. Se una forma non è allineata correttamente, non è in grado di girarla. Per cambiare corsia, è necessario riposizionarlo manualmente. Serve quindi meno lavoro quotidiano, ma più supervisione per ottenere sempre un formaggio di qualità. Il Gruyère AOP termina il suo processo di affinamento presso Lustenberger & Durst a Heitenried.

Oltre all'attività del caseificio, tutti desideravano un negozio più grande, che vendesse prodotti locali. “Noi produttori di latte produciamo altri alimenti di qualità. Era importante che potessimo offrirli anche agli abitanti della regione".

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